A cura di:

Dott. Francesco Iarrera - Responsabile regionale UOL - AIDAP


L’epidemia dell’obesità induce a una frenetica ricerca della “dieta madre” in grado di risolvere il problema. Tale ricerca è resa ancora più ansiosa dalla moltitudine di proposte disponibili, da internet, social e da specialisti. E così, se un sito assicura che la dieta ideale non debba contemplare carboidrati, nella trasmissione tv si apprende che occorre inserirli al mattino presto.

In nessun campo della medicina vi è tanta confusione come nella nutrizione.

Mentre milioni di persone continuano ad interrogarsi su quale sia la dieta migliore, la scienza produce evidenze che giungono sempre alla stessa conclusione: non esiste una dieta ideale, a parità di apporto energetico tutte le diete producono la stessa perdita di peso. Gli autori stessi sconsigliano di impegnare ulteriori risorse per approfondire ulteriormente la questione, poiché i risultati sarebbero sempre sovrapponibili.

Ciò che rende davvero efficaci le diete è l’aderenza ad esse. In sintesi, la dieta migliore è quella che le persone riescono a seguire meglio e con più costanza.

Ampliando il focus, oggi è possibile affermare che bisogna puntare ad un programma in grado di agire profondamente sugli aspetti biologici, psicologici e ambientali che regolano i comportamenti e le scelte e dunque l’aderenza alla dieta.

In sostanza, seguire una dieta, una qualunque (purché salutare) è solo l’ultimo anello di una catena che deve puntare ad un cambiamento da parte dei pazienti.

 

Bibliografia:

JAMA. 2013; 310 (7): 687-688. doi: 10.1001 / jama.2013.8601