A cura di:

Dott. Francesco Iarrera - Responsabile regionale UOL - AIDAP


La metafora è un potente strumento di comunicazione che permette di trasmettere concetti e pensieri, con semplicità ed efficacia. Comunicare per metafora permette di comprendere realtà sconosciute, attraverso la rappresentazione di una condizione analoga, nota invece a chi ascolta.

In pratica le metafore permettono di apprendere cose nuove basandosi su vecchie conoscenze.

La necessità dei nutrizionisti di fornire informazioni e conoscenze, con chiarezza e rapidità, rendono particolarmente utile il ricorso alle espressioni metaforiche, specie se si utilizza un percorso di modificazione dello stile di vita, dove l’aspetto divulgativo ed educativo sono elementi fondanti. L’immediatezza con cui le metafore trasferiscono una informazione nei pazienti, rende chiare delle acque abitualmente torbide.

Ad esempio, se si vuole far comprendere ad un paziente il rischio di restringere troppo l’alimentazione, possiamo usare questa metafora: “mangiare è come respirare". Se stai troppo tempo sott’acqua, quando tiri fuori la testa, devi respirare in modo eccessivo per compensare l’aria che ti è mancata. Con il cibo funziona allo stesso modo. La metafora del respiro trasferisce le caratteristiche salienti e conosciute di una apnea forzata (fatica, senso di frustrazione, impulsività del bisogno, eccedenza della compensazione, ecc.) al concetto di eccessiva restrizione alimentare, la cui conseguenza è l’impossibilità di controllare il cibo introdotto. Con il semplice accostamento dell’immagine dell’apnea si comunica un concetto biologico articolato che, inoltre, le persone tendono a ricordare più a lungo.

Dunque, comunicare ricorrendo a metafore permette di potenziare due elementi chiave della comunicazione: comprensione immediata e interiorizzazione del messaggio.

Imparare a costruirsi delle metafore per tramettere concetti di frequente utilizzo nella pratica clinica è un modo sicuro per dare opportunità a chi ci ascolta e per sviluppare maggiore consapevolezza e coscienza di principi e nozioni che garantiscono maggiori possibilità di successo nella terapia per la perdita di peso.

Del resto, una attenta analisi permette di osservare che la comunicazione nutrizionista-paziente è già caratterizzata da metafore: “combattere” il sovrappeso, “sconfiggere” i chili di troppo, “arginare” la fame compulsiva, camminare una “ripida” salita, sono solo alcuni esempi.

Nell’era della comunicazione immediata, il metodo di trasferimento di informazioni deve cambiarsi d’abito: togliere quello sfarzoso e scomodo, fatto di tecnicismi sofisticati e incomprensibili, e indossare quello essenziale e pratico delle immagini. La comunicazione nutrizionale deve essere evoluta, adattata alle reali esigenze degli specialisti e dei pazienti. Nella pratica clinica, la comprensione reciproca non può essere relegata a ruolo minore, come se fosse la ruota di scorta di una bella macchina, ma deve diventare protagonista della scena, al centro del palcoscenico della terapia.

Ogni nutrizionista deve riconoscere il potere del linguaggio metaforico ed essere pronto a utilizzarlo in ogni occasione. Non bisogna pensare che questo ridimensioni il proprio status di uomo di scienza. Al contrario, lo eleva, facilitando il contatto con chi chiede aiuto, permettendo infine che la scienza possa essere traferita ai pazienti. Un po’ come installare una nuova applicazione nel nostro pc. Dire ad un paziente che non è consigliabile rinunciare ai carboidrati, poiché svolgono una irrinunciabile funzione energetica per l’organismo, è meno efficace rispetto a “pane e pasta sono come la benzina per la macchina”.

In conclusione, modificare lo stile di vita per perdere peso, necessita di cambiare specifici comportamenti. Affinché ciò avvenga, occorre che i pazienti acquisiscano teorie di riferimento e modifichino i pensieri da cui originano questi comportamenti. E’ compito dello specialista trovare la chiave giusta affinché questi nuovi concetti penetrino come una freccia nella mente di chi ascolta e lì rimangano. Tutto ciò può avvenire agevolmente usando le metafore.

Dunque, come fa un idraulico con la propria cassetta degli attrezzi, piena di strumenti utili per i vari interventi, i moderni nutrizionisti hanno il compito di costruirsi metafore adatte alle informazioni che intendono trasmettere, così da garantire non solo l’invio del messaggio ma che il messaggio sia giunto a destinazione e compreso. Come le spunte blu di WhatsApp.

Per sapere di più sulle abilità del linguaggio metaforico clicca qui:http://www.centrodiriabilitazionenutrizionale.it/doctorj3/index.php?option=com_sppagebuilder&view=page&id=35

P.S.

A proposito, nella metafora del Piccolo Principe, l’uomo continua a ubriacarsi per dimenticare di essere alcolizzato. In sintesi, il metodo scelto per risolvere il problema è esso stesso il problema.

Al Centro di Riabilitazione Nutrizionale usiamo questa metafora per chiarire un paradosso della nostra pratica: “La dieta ferrea fa ingrassare”.

La dieta ferrea induce uno stato di restrizione che aumenta la fame, la disinibizione e il desiderio di cibo. Al contempo allenta la capacità di controllo, inducendo a mangiare in eccesso, riducendo la fiducia nel cambiamento, giungendo, infine, ad abbandonare il programma, con conseguente aumento di peso.

Il concetto deve essere spiegato considerando che il laboratorio biochimico dell’organismo è fatto in modo che, quando si introduce una modificazione di qualsiasi funzione, si scatenano reazioni riflesse.