Dott. Francesco Iarrera - Responsabile UOL AIDAP Oliveri, Referente Regionale AIDAP SICILIA


 A sentire Giuseppe non ci sono dubbi: “chi è sovrappeso mangia troppi zuccheri.”

A sentire lui è tutta li la chiave dei chili di troppo. Se il tuo cibo è troppo dolce il girovita sarà amaro. 

Ma come la mettiamo con la signora Roberta? Anche lei ha le sue certezze: “Dottore, chi pesa troppo non ha controllo sui propri impulsi”. 

Per non parlare di Susanna, che in preda a un ragionamento ayurveda, sentenzia che essere extralarge sia dovuto ad un disequilibrio fra corpo e mente.

Tre tesi diverse ma forse hanno tutte hanno ragione.

Intendiamoci, alla radice della questione c’è una legge della biochimica semplice, semplice “se si mangia più di quanto si consuma il peso salirà”.

Ma dietro questa facile spiegazione si nasconde una realtà complessa: cosa e quanto mangiamo e quanto ci muoviamo, sono influenzati dagli stimoli sociali, dalle emozioni e dai pensieri. 

Mentre ne parlavo con la signora Giovanna, la sua bocca si è incurvata in una smorfia che suggeriva un certo scetticismo riguardo la mia tesi. “Cosa c’entrano i pensieri, dottore?”.

Facciamo un esempio: pensare di iniziare un programma con l’idea che bisogna eseguire, sempre, i suggerimenti del terapeuta, è uno di quei pensieri che fa ingrassare. Se vi capita di pensare “la dieta o si fa bene o non si fa per niente”, state scegliendo una direzione sbagliata.

Si tratta di un proposito di perfezione che nessuna persona riesce a sostenere, proprio perché in contrasto con la nostra natura di esseri imperfetti. Chi crede che assumere l’impegno di una dieta coincida con il non dover sbagliare mai, si scontrerà prima o dopo con il fallimento di questo obiettivo. E quando questo accade, la conseguenza è uno stato di demotivazione, che viene considerato un fallimento,induce all’interruzione del programma alimentare.

È solo uno dei tanti esempi di pensieri ingrassanti. Trappole della mente, che fanno lo sgambetto al tentativo di perdere peso.

Di pensieri simili sono pieni gli ambulatori per la cura dell’obesità. 

Sono poche le terapie che se ne fanno carico e li affrontano con la giusta importanza.

È più semplice esortare, spingere, persuadere le persone a concentrarsi esclusivamente sullo sforzo personale di mangiare di meno e correre di più.

Poiché modificare i pensieri è un processo impegnativo, che insidia le convinzioni di una vita.

Anche se, finora, niente di tutto questo ha funzionato bene.

Scopri di più sulla CBT

https://www.centrodiriabilitazionenutrizionale.it/terapie1